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Come assegnare un nome breve alla propria scheda Google My Business

Da qualche giorno, anche in Italia, è possibile assegnare un nome breve alla propria scheda Google My Business.
Cosa significa?
Significa che non avremo più un indirizzo web associato alla nostra scheda, di questo tipo: https://goo.gl/maps/KS7584sGf3xwT8KV9 (indirizzo inventato e non funzionante), ma potremo avere un indirizzo di questo tipo, https://g.page/zarabaraclaudia  , decisamente più facile da scrivere, ricordare e divulgare.

Quando condividi il nome breve, i clienti possono inserire il rispettivo URL nella barra degli indirizzi del browser, ad esempio “g.page/[nomepersonalizzato]”, per accedere direttamente al tuo profilo dell’attività.

Google ha annunciato questa novità proprio in questi giorni, mandando una mail ai gestori di schede Google My Business.
Ecco la mail:

 

Dare Nome Breve Scheda Google My Business

 

Cliccando sul tasto blu RICHIEDI IL NOME BREVE si accede direttamente al punto in cui occorre inserire il nome che desideriamo associare alla nostra scheda. Ovviamente occorre avere i privilegi di gestione della scheda stessa.

Poiché non a tutti è arrivata la mail, ecco come procedere in alternativa:

  1. Andare su https://www.google.com/intl/it_it/business/
  2. Cliccare su GESTISCI ORA
  3. Inserire la propria login e password
  4. Se si gestiscono più schede, selezionare la scheda sulla quale si intende procedere
  5. Sul menu di sinistra cliccare sul tasto INFORMAZIONI
  6. Selezionare la voce identificata  dalla chiocciola @ con la scritta AGGIUNGI NOME BREVE
  7. Fare click sulla corrispondente icona della matita per modificare
  8. Scrivere il nome breve che si intende associare alla scheda (non sono ammessi spazi)
  9. Cliccare sul tasto APPLICA
  10. Se il nome è stato accettato, Google lo salverà e lo assocerà alla nostra scheda
  11. Nell’arco di poche ore Google salverà il tuo nuovo indirizzo del tipo: g.page/nomepersonalizzato

Nome breve scheda Google Maps

HTTP e HTTPS: cosa accade con Chrome?

Il terribile luglio 2018 è arrivato e Chrome non ha (ancora) mantenuto la sua promessa/minaccia di mostrare come NON SICURI con relativo messaggio di errore, tutti i siti non HTTPS. Fino ad oggi la maggior parte dei siti utilizzava il protocollo http (http://www.claudiazarabara.it) lasciando il protocollo https (HyperText Transfer Protocol over Secure Socket Layer) per lo più ai siti di ecommerce (es. https://www.amazon.it)

HTTPS obbligatorio

In questo secondo caso la connessione è criptata dal Transport Layer Security. Ossia “vengono garantiti un’autenticazione del sito web visitato, la protezione della privacy e l’integrità dei dati scambiati tra le parti comunicanti” (Wikipedia)

A gennaio Google aveva annunciato che a partire da questo mese avrebbe mostrato un avviso simile a questo ai navigatori di siti di qualsiasi tipo che utilizzavano il suo browser Chrome.

Https Chrome 2018

 

Nel 2017 questa operazione riguardava solo i siti che raccoglievano dati. Oggi, invece, questa regola varrà per tutti i siti. Nell’ottica di Google l’utente è sempre al centro, e in tal senso garantire la navigazione in sicurezza è un servizio al cliente non da poco. Non ultimo Google penalizzerà in ottica SEO i siti non https…

Dal prossimo 24 luglio, un sito non HTTPS (qualsiasi sito, indipendentemente dai suoi contenuti) verrà quindi visualizzato NON SICURO.

Quindi, se non l’hai già fatto, il consiglio è di passare da http ad https. Come si fa?

  1. Acquisti il certificato SSL  più adatto alle tue esigenze (ne esistono moltissimi da 0 euro a migliaia di euro l’anno)
  2. Ti certifichi secondo le indicazioni del certificatore
  3. Installi il certificato nel tuo sito
  4. Passi da http ad  https

I vari Register, Aruba etc. hanno delle procedure ad hoc per fare questo passaggio in maniera quasi automatica. Un altro aiuto è dato dal fatto di avere siti sviluppati in CMS consolidati come WordPress che prevedono dei plugin per facilitare il passaggio da http ad https una volta installato il certificato.Un’altra alternativa è chiedere alla propria agenzia per affrontare questo passaggio.

Di certo c’è che si tratta di un passaggio da fare sicuramente.