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L'uso dei Social Network in Italia - 2007 VS 2008 (Ricerca Nielsen) |
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Per una volta l'Italia non e' il famoso fanalino di coda. Una ricerca Nielsen sull'uso dei Social Network nel nostro Paese ha rilevato i dati che seguono: - dopo Brasile e Spagna l'Italia e' il tezo paese i cui utilizzatori di Internet usano maggiormente i social network; - in generale la percentuale di "utenti da community" italiana ha una media maggiore della media mondiale: 73% contro il 67%; - relativamente al tempo speso suo Social Network conquistiamo ancora la medaglia di bronzo. Sul totale del tempo online, infatti, l'utenza italiana trascorre il 15,4% nei SN, con una crescita del 113% rispetto al 2007. La media mondiale con cui comparare questo dato e' del 9.3% - il social network piu' usato in Italia e', manco a dirlo, Facebook. A seguier Myspace e Netlog. In sintesi: il social network attirano sempre piu' utenti, coinvolgendo un target sempre piu' ampio in termini d'età. Non esserci, come imprese o come liberi professionisti, significa tagliarsi via da un potente mezzo di comunicaziona e promozione. Esserci e' d'obbligo, esserci nel modo giusto...la soluzione migliore. |
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Potevo mancare? Decisamente no! E cosi', ora, anch'io ho la mia pagina pubblica su Facebook. Con quale obiettivo? Prima di tutto quello di creare uno spazio separato dalla mia identita' privata di FB. In seconda battuta quello di divulgare informazioni sulla mia attività, sul libro in uscita e su eventuali eventi che mi vedranno coinvolta. Mi pare il modo più praido ed efficace di aggiornare chi vuole essere aggiornato... Infine con la "pretesa" di usare questo spazio per dare assistenza alle persone che hanno partecipato ai miei corsi e, spesso, mi chiedono informazioni via mail sulle tematiche affrontate in aula. Questo ambiente potrebbe essere lo spazio giusto per poter condividere problemi...e risposte! Ci vediamo in li'!
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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Giugno 2009 17:37 |
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Il vademecum sui Social Network del Garante sulla Privacy |
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"Social network: attenzione agli effetti collaterali" Facebook & Co. Come tutelare la propria privacy ai tempi di Facebook, MySpace & Co.? Come difendere la propria reputazione, l'ambiente di lavoro, gli amici, la famiglia, da spiacevoli inconvenienti che potrebbero essere causati da un utilizzo incauto o improprio degli strumenti offerti dalle reti sociali? Sono queste alcune delle domande a cui risponde la guida messa a punto dal Garante per la privacy "Social Network: Attenzione agli effetti collaterali". Non un manuale esaustivo, ma un agile vademecum sia per persone alle prime armi, sia per utenti più esperti, pensato per aiutare chi intende entrare in un social network o chi ne fa già parte a usare in modo consapevole uno strumento così nuovo (Fonte: Garante Privacy)
Molti gli spunti di discussione stimolati da questo intervento del Garante per la Protezione dei Dati Personali, che fornisce alcuni consigli per tutelare i propri dati personali in rete. Il proliferare dei Social Network ha generato pagine e pagine che contengono informazioni su di noi: abitudini, interessi, dati anagrafici, foto etc. etc. Non solo siamo i primi a rendere note informazioni sul nostro conto, ma a rincarare la dose ci sono gli amici che pubblicano foto, ci taggano etc. etc. Il documento analizza questo problema da più punti vista, uno dei quali quello del professionista. Ecco, al riguardo, aclune mie note: SE SEI UN PROFESSIONISTA - Il gruppo di persone abilitate ad interagire con la tua identità corrisponde al target professionale che ti sei prefissato di raggiungere?
Ovvero...hai creato la tua pagina aziendale, il tuo gruppo chiuso, il tuo spazio di discussione. Uno spazio finalizzato, in maniera più o meno diretta, a promuovere la tua attività e i tuoi servizi: chi sono le persone con le quali dialoghi? Chi sono gli utenti con i quali scambi informazioni? Chi sono gli user con i quali condividi questo spazio? Hai centrato il target? - I gruppi ai quali sei iscritto sui social network possono avere effetti negativi sul lavoro?
La maniera migliore per ovviare a questo problema è di crearsi, dove possibile, un account aziendale. Quindi, con il tuo account personale lavori in un certo modo, con il tuo account aziendale scegli un'altra direzione. Come utente registrati ai gruppi che vuoi, aderisici alle cause che ritieni utili, schierati politicamente etc. etc. , ma come professionista/azienda fai le tue scelte consapevole che i tuoi clienti ti leggono e ti giudicano. - Se vieni contestato online da un componente iscritto alla tua rete di social network, sei preparato a reagire in maniera appropriata?
In estrema sintesi: sai gestire i reclami online? Il Web 2.0 mette tutti nelle condizioni di dire tutto. Internet amplifica i commenti e i giudizi, soprattutto quelli negativi. Il mio suggerimento è di dare delle regole di accesso al gruppo, regole dettate dal rispetto e dalla buona educazione. Stante questa premessa è necessario saper gestire la contestazione. Capire ed ammettere l'errore se errore c'e' stato, argomentare la propria decisione se riteniamo che il reclamo non sia giustificato. Personalmente credo sia meglio poter monitorare eventuali giudizi negativi in uno spazio gestito da noi piuttosto che in blog,portali d'opinione etc. nei quali abbiamo siamo meno tempestivi nel dare una possibile risposta. - Hai valutato se stai condividendo informazioni con qualcuno che può danneggiarti?
Nei social network è possibile creare gruppi chiusi (con accesso moderato) oppure spazi aperti a tutti. Nel primo caso avremo meno iscritti, ma un maggior controllo sugli stessi. Per controllo intendo un "controllo" di identità seppur minimo. Insomma, attenzione a non dare preziose informazioni ai nostri concorrenti. - Sai che numerosi servizi di chat - inclusi quelli offerti dai siti di social network - permettono di registrare e conservare il contenuto della conversazione avvenuta con gli altri utenti?
Occhio a quello che dici in chat, convinto che nessuno ti osservi, ne' ti legga!
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 16 Dicembre 2009 18:15 |
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Ottimizzare il sito per Google |
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Un file predisposto da Google per poter ottimizzare il proprio sito per i motori di ricerca (per Google in particolar modo). Scarica il file direttamente dal Blog di Google Nello stile di Google il documento è estremamente chiaro, semplice ed operativo. La lettura di questo file, a mio parere, non è riservata a profili tecnici, ma a chi, in azienda si occupa di comunicazione e marketing. A ci, insomma, segue il sito sotto l'aseptto comunicativo. Comprendere come funziona un motore di ricerca, cos'e' un "Title", una "Description", cosa significa creare pagine "coerenti" etc. è essenziale per poter dare le informazioni giuste a chi ottimizza il sito affinche' questo ben si posizioni nei motori di ricerca. Il tecnico ottimizza il sito, ma le informazioni in termini di contenuto, quindi di comunicazione, devono essere predisposte da altre figure all'interno dell'azienda. Buona lettura! |
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Maggio 2009 17:53 |
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Una recente indagine (Anderson Analytics, novembre 2008) sugli utenti di Linkedin, sulla loro situazione economica, e su perche' utilizzino questo strumento, ha reso noto questo "quadro" della situazione. Gli utenti sono stati ripartiti in 4 macrocategorie: Exploring Options: 21% (scarso potere d’acquisto, reddito medio basso,in cerca di lavoro) Senior Executives: 28% (reddito 104.100 dollari e potere d’acquisto più alto in Linkedin, non cercano lavoro ma occasioni di network) Savvy Networkers: circa 9 milioni (sono dediti al Networkng: questo gruppo è molto vario per quanto riguarda le tipologie di impiego: il 30% ha un lavoro full-time ma ne cerca un altro, il 25% ha un lavoro full-time e non ne cerca un altro, il 19% sono consulenti a tempo pieno, il restante 9% sono consulenti che cercano un altro lavoro.). Secondo posto per potere d’acquisto e reddito (93.484 dollari) Late Adopters: 22% (non fanno network e si sono iscritti solo perché invitati da amici) Guardando alle mie ragioni circa l'apertura di un account in Linkedin mi riconosco nei Savvy Networkers. L'intento era quello di creare rete e rendermi visibili. Ho avuto dei risultati? Da che ho la mia pagina in Linkedin ho notato che: - una buona percentuale di visite al mio sito arriva da linkedin; - l'aver inserito il mio indirizzo/profilo di Linkedin sul biglietto da visita mi garantisce una certa visibilita'; - Linkedin si e' rivelato il tramite per due buoni contatti di lavoro; - ho, a mia volta, fatto due volte da "ponte" tra dei selezionatori di personale e dei contatti professionali su Linkedin. |
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