Facebook, Twitter, Linkedin… per trovare e parlare di lavoro
Domenica 07 Marzo 2010 11:19

Nonostante il più noto sia ormai senza dubbio Facebook, in realtà di Social Network ce ne sono molti. Ma è anzitutto èopportuno distinguere tra generalisti (ad esempio Facebook, MySpace ecc.) da quelli “professionali” (LinkedIn, Video ecc.); a questi poi vanno aggiunti quei siti nati come deposito/archivio/condivisione di specifici tipi di file (Flickr e Picasa per le foto, YouTube per i filmati, Slideshare per le presentazioni) e che con il tempo hanno assunto carattere simile ad un Social Network.

Possono servire per cercare lavoro o, comunque, per promuoversi? E possono essere utilizzati, invece, come mezzo per aggiornarsi, per apprendere?

Sicuramente sì, a patto che li si conosca bene e che, conseguentemente, li si utilizzi in modo corretto e mirato, tenendo conto delle rispettive caratteristiche, dei bacini di utenza, degli “stili” di comunicazione e di interazione.

I Social Network sono utili in due direzioni:

-  servono a creare relazioni, reti, network e questo è l’aspetto principale da sfruttare, ricordandosi che il proprio profilo professionale acquista valore in rapporto alle relazioni professionali che si creano, ai gruppi cui si appartiene ecc.
I Social Network, inoltre, permettono per loro natura aggiornamenti in tempo reale ed è, quindi, immediato e facile aggiornare il proprio CV o le proprie ricerche

- danno visibilità, ci rendono ricercabili in rete e in questo senso è importante farsi trovare e farsi trovare bene!

Partiamo da Facebook (ma le considerazioni valgono anche per MySpace, Badoo e altri): le relazioni che si costruiscono sono di tipo personale e amicale (la mission dichiarata nella home page di Facebook dice “Ti permette di tenere i contatti con le persone cui vuoi bene”), quindi non molto utili per cercare lavoro. Grazie però alla presenza sempre crescente di aziende, può essere lo strumento ottimale per informarsi ed essere aggiornati sulle loro attività, su eventuali ricerche di personale pubblicate nella propria pagina (sempre che lo facciano, ma questo è un altro problema: Ernst & Young per esempio lo fa, dedica una pagina specifica al recruitment), per tenersi aggiornati su tematiche di proprio interesse, ad esempio tramite uno delle migliaia di gruppi di discussione presenti e dedicate agli argomenti più svariati.
Un’attenzione particolare, parlando di Facebook: ricordarsi che tutto quello che si pubblica è e rimane visibile. Quindi, attenzione alle foto che si pubblicano (una foto che ci ritrae completamente ubriachi può essere divertente da condividere con gli amici… ma diventa un pessimo biglietto da visita per chi non ci conosce e cerca informazioni su di noi!), ai commenti e alle opinioni, soprattutto su temi “delicati” come la politica.
Il Garante sulla Privacy ha pubblicato un documento nel quale “mette in guardia” dai Social Network: “Social Network: attenzione agli effetti collaterali” (link a http://www.garanteprivacy.it/garante/document?ID=1617888). Tra i vari spunti di quel documento:

- sai che le società di selezione del personale cercano informazioni sui candidati, utilizzando i principali motori di ricerca on-line?

- le foto che hai pubblicato sui Social Network e i post che hai inserito potranno danneggiarti nella ricerca del tuo prossimo lavoro?

- il curriculum che hai spedito all’azienda corrisponde con quello che hai messo su Internet?

- quello che racconti della tua vita nelle tue “chiacchiere on line” è coerente con le tue aspirazioni professionali?

Decisamente di orientamento più “lavorativo” è LinkedIn (ma anche Viadeo, Xing ecc.), Social Network esplicitamente orientato alla creazione di reti professionali: il punto di partenza è la creazione, condivisione e pubblicazione del proprio CV. Gli studi effettuati, le aziende per le quali si è lavorato e per cui si lavora attualmente, i contatti professionali che già si hanno, le “recommendation” da parte di colleghi, partner di affari… sono tutti elementi che contribuiscono a creare il profilo professionale di una persona ed in effetti sempre più spesso gli uffici di selezione, i responsabili Risorse Umane, le società di ricerca personale utilizzano LinkedIn sia per cercare nuovi possibili candidati, sia per cercare conferme alle candidature che ricevono.

LinkedIn, dunque, può essere il posto ottimale per promuoversi, per cercare lavoro, a patto di usarlo con un po’ di attenzione. Ricordiamo che il CV va tenuto aggiornato, è opportuno scegliere con attenzione le parole chiave in modo da renderlo più facilmente rintracciabile, va curata la propria rete di relazioni e contatti (fondamentale per validare il proprio CV e per promuoversi), si può agganciare al proprio profilo una presentazione di Slideshare o un videoCV pubblicato in YouTube… 

E a proposito di YouTube: oltre alla possibilità di pubblicare un proprio videoCV da linkare poi dal proprio profilo LinkedIn o da indicare nella propria candidatura quando la si invia ad un’azienda, YouTube può rappresentare un ottimo strumento per aggiornarsi, per apprendere. Basta cercare l’argomento che si desidera approfondire e quasi sicuramente si potranno trovare video di lezioni, presentazioni, dimostrazioni, interventi a convegni che ne parlano: una fonte di informazione e di formazione praticamente illimitata.
Lo stesso meccanismo vale per un altro grande contenitore, questa volta dedicato in primo luogo alle slides e alle presentazioni (anche se ultimamente aperto a diversi altri tipi di file): Slideshare. In questo caso le opportunità che si hanno sono due: da un lato promuoversi pubblicando le proprie presentazioni e le proprie slide per presentarsi, per dimostrare le proprie competenze e quello che si è fatto; dall’altro, ancora una volta, è un enorme archivio di materiali pubblicati da altri, che ci possono essere utili come strumenti di formazione e aggiornamento.

Ci limitiamo a citare i blog, senza grandi approfondimenti, solo per ragioni di spazio: aprirsi un blog in cui si raccolgono le informazioni su un determinato tema, si postano i propri commenti e le proprie riflessioni sullo stesso, si intavolano discussioni derivanti da un proprio articolo è un altro ottimo modo per acquisire visibilità, per dimostrare le proprie competenze, i propri interessi e per acquisire una certa autorevolezza sui temi trattati.

In fondo, riassumendo, è proprio qui la grande differenza tra Web e Web 2.0: ora è il singolo utente che può diventare protagonista, perché ha a disposizione strumenti estremamente semplici, che non richiedono alcuna conoscenza tecnica e di codice. Sta alla singola persona, quindi, conoscere gli ambienti e le caratteristiche del Web 2.0 (di cui i Social Network sono i più famosi esponenti, probabilmente) per poterli sfruttare anche in ottica lavorativa e professionale.
I Social Network, insomma, richiedono alla persona di impegnarsi in prima persona e proattivamente: non ci si limita più ad attendere le proposte di lavoro, ma ci si attiva per presentarsi, per dimostrare le proprie capacità, per creare rete, per mettere a frutto le proprie relazioni personali e professionali.

 Di Claudia Zarabara e Lorenzo Amadei

 

 
17 regole d'oro per proteggersi dai rischi del Mobile Social Networking Services
Lunedì 15 Febbraio 2010 21:09

E' datata 8 febbraio 2010 la pubblicazione, da parte di Enisa (European Network and Information Security Agency), di un documento dal titolo: "Instantly online - 17 golden rules for mobile social network" che si pone l'obiettivo di metterci in guardia dal rischio dei mobile social networking services. Ho trovato questo report linkato e commentato ovunque in questi giorni...in ogni pagina si parlava di queste 17 regole d'oro, ma non trovavo le regole...cosi' sono andata alla fonte e mi sono letta il documento completo e relative 17 regole d'oro!.

La premessa del documento è molto interessante con una serie di dati e di considerazioni su cui riflettere.  Prima fra tutti la diffususione dell'uso dei Social Network: tra i 283 milioni di utenti mondiali della rete, addirittura 211 sono presenti nei Social Network. Di questi, ben 65 milioni accedono via mobile e, come risulta da diverse analisi, questi utenti sono il 50% piu' attivi rispetto a coloro che accedono da rete fissa.

Enisa ci invita a riflettere sul fatto che, con la stessa facilità con cui facciamo una telefonta, oggi possiamo "postare" messaggi, foto, video etc. in tempo reale nei vari Facebook, YouTube dal pc o direttamente dal telefonino. E nel fare questo raramente ci soffermiamo a pensare ai rischi per la sicurrezza e la privacy che corriamo!

“Dai molteplici episodi verificatisi in Italia, Francia, Spagna, Grecia e Regno Unito – hanno spiegato gli esperti Enisa in una nota - emerge che molti utenti di Social Network, sia con accesso da cellulare che da rete fissa, sono ampiamente inconsapevoli dei rischi legati alla sicurezza, alla privacy e a un abuso delle informazioni pubblicate online sui un Social Networks, e non sanno come proteggere la propria privacy”.

Il direttore esecutivo di ENISA Udo Helmbrecht commenta:
"Questa relazione fornisce consigli semplici e pratici agli utenti su una presenza più sicura in Rete, in qualsiasi luogo e momento, durante l'utilizzo dei Social Network in mobilità."

Quindi ecco le famose 17 regole d'oro che ci salveranno da un uso poco accorto dei mobile social networking services. Non condividendole tutte mi sono permessa di aggiungere alla mia rapida traduzione, anche le mie considerazioni.

1 Considera con attenzione le informazioni, i video, le foto che pubblichi. Ricorda che i Social Network sono ambienti sociali e pubblici...(Mia nota: su questo punto e' stato molto chiaro il documento redatto dal Garante della Privacy dal titolo "Social NetworK: attenzione agli effetti collaterali")

2. Non pubblicare mai dati sensibili (indirizzi, date di nascita,numeri di conti etc.)

3. Usa uno pseudonimo. (Mia nota: al di la' del fatto che Facebook ti chiede per regolamente di registrarti con i tuoi dati reali, se usi uno pseudonimo per collegarti, come ti rintracciano gli altri?)

4. Non accettare richieste di contatto da persone che non conosci  (Mia nota: dipende dai contesti. Su Linkedin i contatti anche con persone sconosciuti hanno un senso nella creazione di una rete di professionisti…)

5. Verifica tutti i tuoi contatti. Accertati che davvero chi ti dice di essere qualcuno, sia realmente quel qualcuno e non usi l'identità di qualcun altro. (Mia nota: e come verifico?)

6. Utilizza la tua mail personale e non la mail aziendale. (Mia nota: dipende! Facebook per creare la pagina aziendale ti chiede, ovviamente, la mail aziendale. Idem Linkedin. Inoltre perche' usre la mail privata in un SN la cui mission è quella di  supportare i network professionali come Linkedin o Viadeo, ad esempio?)

7. Fai attenzione a quello che pubblichi per presentare la tua azienda sui Social Network. Rifletti su quello che potrebbero pensare i tuoi colleghi prima di inserire materiale, pubblicare commenti etc.

8. Non mescolare i tuoi contatti professionali con quelli aziendali. (Mia nota: GIUSTISSIMO! Vedi al riguardo le slide che ho presentato il 18 dicembre 2009 presso la Fondazione CUOA dal tiolo: "Social Network: dai valore alla tua rete")

9. Non consentire a tutti di vedere i dati pubblicati sui tuoi profili nei social network, ma solo alle persone che tu autorizzerai.

10. Non lasciare il tuo telefonino incustodito (Nota mia: c'e' scritto proprio cosi'!) . Qualcuno potrebbe impadronirsene ed accedere al tuo profilo sui SN, soprattutto se hai anche salvato le password.

11. Non salvare alcuna password nel telefonino.

12. Utilizza i sistemi di sicurezza previsti dal tuo telefonino per proteggere i tuoi dati (es. PIN, blocco tastiera, back-up etc.)

13. Fai attenzione  a quello che scrivi riguardo al altre persone.

14. Leggi con attenzione i regolamenti per accedere ai Social Network e relativa normativa sulla protezione di dati e privacy.

15. Utilizza i livelli di protezione privacy, controlla i permessi, i setting etc. per poter avere il miglior controllo sulla protezione dei tuoi dati.

16. Fai attenzione a dove utilizzi il tuo telefonino e dove lo lasci! Denunciane subito il furto o lo smarrimento, e cambia le password di accesso a posta e social network se le avevi salvate.

17. Disattiva i sistemi di geolocalizzazione del tuo dispositivo quando non li utilizzi.


 

Ultimo aggiornamento Lunedì 15 Febbraio 2010 21:43
 
Presentazione power point del libro "Strategie di Web Marketing per il settore turisico alberghiero"
Domenica 27 Settembre 2009 13:05

Per poter vedere le slide di presentazione del mio libro clicca sul link sottostante: http://www.slideshare.net/czarabara/presentazionetestoclaudiazarabara
Per consultare il file su SlideShare non è richiesta la login.

 
"Strategie di Web-Marketing per il settore turistico alberghiero" - ne parliamo con Claudia Zarabara, docente
Giovedì 24 Settembre 2009 19:00

Grazie a Fabrizio Stelluto (Teleregione - Asterisco Informazioni per lo spazio che mi ha dedicato e all'amica Francesca che mi ha segnalato che l'intervista era online!
"Strategie di Web-Marketing per il settore turistico alberghiero" - ne parliamo con Claudia Zarabara, docente


 

Ultimo aggiornamento Giovedì 24 Settembre 2009 19:06
 
Facebook, la compravendita di amici e il marketing...
Mercoledì 09 Settembre 2009 12:57

E' Australiana la società uSocial specializzata in marketing online che, tra i suoi prodotti e servizi, vende ora anche "gli amici" di Facebook, o i follower di Twitter etc. etc.
Sei un personaggio pubblico che conta pochi amici tra i suoi contatti su Facebook? Con 178 dollari potrai acquistare un pacchetto di mille amici!
Hai una pagina pubblica su Fb e desideri aumentare il numero dei tuoi fan? Con 900 dollari uSocial ti assicura 7000 fan... e cosi' via, con un listino prezzi che comprende Twitter e MySpace oltre al gia' citato network di Zuckerberg.

Al di là del fatto che l'operazione di cosiddetto marketing non è particolarmente gradita ai proprietari dei social network, c'e' da domandarsi se a contare siano i numeri (quanti fan ha la tua pagina?) o la qualità (chi sono i tuoi fan)? Anche dal punto di vista aziendale il web 2.0 permette il confronto, la condivisione, lo scambio, l'ascolto, la risposta, le domande. Mi diverte, talvolta, leggere ciò che dicono i fan della Coca Cola nella sua pagina pubblica in FB, ma e' quello che loro pensano: commenti sul sapore, suggerimenti sul packaging, idee sulle sponsorizzazioni. Ciò che accomuna queste persone e' l'amore per la Coca Cola.

E da questo punto comune partono tutte le loro considerazioni in merito al prodotto. Che senso ha, dunque, avere un numero indefinito di fan, amici, follower, che tali non sono? Mentre registrarsi ad una newsletter aziendale e' un fatto, per cosi' dire "privato" (mi registro al tuo sito e la lista dei registrati non e' pubblica), legare il proprio nome sui Social Network ad una marca, ad un prodotto, ad un personaggio noto e' un fatto pubblico. Addirittura è quasi una dichiarazione, un'attestazione di stima: comunico agli altri che io sono un sostenitore di questa marca. E nel sostenere questa marca attraverso i SN innesco anche i noti meccanismi di viral marketing: invito te, amico di Facebook, a diventare sostenitore della stessa marca, o almeno a visitare la sua pagina per capire meglio di cosa si parla.

Da questo concetto parte, a mio avviso, una corretta politica di marketing basata sui S.N.: da ciò che lega il fan/follower a divenire tale. Sulla base di questo aspetto si crea il dialogo con il consumatore, per comprendere meglio le sue aspettative, i suoi giudizi etc. etc. Certo questa seconda fase non è particolarmente facile, soprattutto in Italia dove non e' ancora cosi' "normale" scrivere cio' che si pensa su una bacheca elettronica condivisa. Io stessa nella mia pagina Facebook ho poca interazione, mentre quotidianamente ho sempre qualche mail di gente che commenta il mio libro, o mi chiede indicazioni di varia natura sulle materie che mi competono. Una conferma che chi frequenta i miei ambienti condivisi sui SN e' effettivamente interessata mi viene dalle statistiche di accesso al mio sito: circa il 20-30% degli accessi proviene dai Social Network.

Facebook è uno strumento di marketing estremamente efficace - spiega Leon Hill, 24 anni, amministratore della uSocial - come chiunque con un grande numero di amici o fan può dimostrare. L'unico problema è che può essere difficile ottenere un alto numero di utenti interessati al proprio profili. Ed è qui che noi ci inseriamo".
Sull'alto numero di utenti che uSocial può garantire non ho dubbi, sul fatto che questi utenti siano interessati al profilo e possano dare valore aggiunto...ho delle serie perplessita'!

 
Social Network e comunicazione aziendale
Giovedì 02 Luglio 2009 06:44

E’ datata settembre 2008 la notizia che, per la prima volta da che Internet esiste, i Social Network sono i siti piu’ visitati al mondo, con una diffusione sempre più estesa ed un livello di penetrazione nella popolazione di internauti sempre più ampia.

Figli del web2.0 sono strumenti che sfruttano le più recenti tecnologie della rete per permettere la condivisione e la creazione di rete.

La condivisione di cosa?
Di qualsiasi cosa, purchè in qualche modo digitalizzabile. Si condividono foto, video, esperienze, relazioni professionali, amicizia etc. etc. Le più recenti statistiche ci dicono che i Social Network sono per lo più (ad esclusione di Linkedin) predominio femminile fino ai 35 anni; con l’aumentare dell’età i dati cambiano e sono i maschi ad utilizzare maggiormente questi strumenti.

Per quale ragione un’azienda dovrebbe investire sui SN?
Il vantaggio più evidente è dato dalla popolarità di questi ambienti e, conseguentemente, dalla visibilità che è possibile guadagnare gestendo il proprio spazio aziendale su Facebook piuttosto che su Linkedin etc. etc. Ma le possibilità offerte sono molte.

  • Viral Marketing: i meccanismi di marketing virale sono amplificati dai Social Network. In estrema sintesi sono i clienti stessi, che, associando il proprio nome allo spazio aziendale ne promuovono il messaggio e lo diffondono in rete. Potremmo immaginare che i nostri clienti indossassero una maglia con scritto “Io sono cliente dell’azienda XYZ. Chiedimi maggiori informazioni!”. E’ quello che fa un “fan” di una pagina aziendale su Facebook: “Sono fan di XYZ, clicca qui per saperne di più”.
  • Community: per quanto nuovi siano gli strumenti, di fondo stiamo sfruttando una comunità online, uno spazio condiviso all’interno del quale i clienti possono parlare del brand, dei prodotti, dei servizi etc. etc. Un osservatorio privilegiato che l’azienda può sfruttare per poter sapere cosa effettivamente pensa la sua clientela di lei. In tale ottica è interessante dedicare un po’ di tempo alla consultazione di business page di grosse aziende che, come tali, possono contare su un gran numero di persone che interagiscono online.
    A titolo d’esempio citiamo la Coca-Cola, la cui pagina pubblica di Facebook conta circa 3.500.000 fan. Le discussioni sono moltissime: disquisizioni sul sapore, sul consumo, sulle sponsorizzazioni di iniziative poco gradite ai Fan da parte del brand…Quale altro strumento ci può dare l’occasione di monitorare in modo cosi’ informale e pulito le discussioni dei nostri clienti? In quale altro modo possiamo essere così vicini alla nostra clientela, comprendendo le ragioni che la spingono ad acquistare i nostri prodotti?
  • Il dialogo: “condivisione” è la parola magica dei SN. La condivisione è bidirezionale e richiede il giusto atteggiamento da parte dell’azienda che decida di sfruttare questi strumenti. Se si lancia la discussione, se si sostiene il dialogo occorre anche rispondere alle richieste del cliente, validarne le osservazioni, concretizzare (nei limiti del possibile) i suoi suggerimenti, gestire il reclamo. Senza dubbio questo è l’aspetto piu’ interessante dei Social Network ma anche il più difficile da lanciare e da supportare. In questa fase di dialogo è fondamentale sfruttare a fondo lo strumento di cui si dispone, informale e non mediato per definizione.

Per esperienza personale (gestisco più di uno spazio di questo genere per conto di alcune aziende) posso dire che la tecnologia ci dota di strumenti molto facili da utilizzare, che ci permettono di creare ambienti ad hoc senza alcuna competenza tecnica. Il punto debole di questa “meccanica” è l’apporto umano, la capacita’ dell’azienda di creare contenuti e di sostenere la discussione. I meccanismi per gestire questi contenitori sono diversi per ogni realta’ aziendale, ma di fondo è necessaria un’ampia partecipazione a questa attività da parte di tutta l’azienda. Considero illuminante, in tal senso, il pluricitato esempio di Lago Spa che ha coinvolto tutta la struttura, i dipendenti, i suoi rivenditori e i suoi clienti nella sperimentazione di molti strumenti web2.0.

 Fonte: Il blog della Fondazione CUOA

 
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